Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post

sabato 24 settembre 2022

FORTE ONDATA DI MALTEMPO IN ARRIVO: MEDITERRANEO CENTRO OCCIDENTALE IN MANO ARTICA

Una massa d'aria in quota molto fredda per il periodo si distaccherà dalla Groenlandia, originando una profonda saccatura artica in grado di estendersi al Mediterraneo Occidentale ed al Tirreno in questi primi giorni di Autunno astronomico. Ne deriverà un'intensa ondata di maltempo.


Dopo una lunga Estate calda e siccitosa simile a quella del 2003, ecco che la circolazione atmosferica sul Mediterraneo Centro-Occidentale e sull'Europa si appresta a cambiare profondamente; già nei giorni precedenti venti molto freschi dai Balcani sono stati responsabili di un corposo abbassamento delle temperature, mentre  temporali localizzati ma molto violenti si sono abbattuti in modo irregolare sulla Penisola colpendo in particolare le Marche. 

Nelle prossime giornate si attiverà una discesa d' aria molto fredda per il periodo dal Polo Nord, originando una saccatura artica (con caratteristiche termodinamiche in quota quasi da tardo Autunno, inizio Inverno).  La presenza di aria artica marittima in quota andrà ad impattare su un Mediterraneo molto caldo (proprio il Tirreno e la parte occidentale del Mediterraneo sono stati i settori ripetutamente interessati dalle invasioni di aria caldissima sahariana in estate con quasi quattro mesi di caldo decisamente oltre le medie).  Il contrasto sarà molto deciso perchè le acque superficiali del Mediterraneo presentano temperature elevate anche superiori a 25°C con punte di 26-27°C.  

Ne deriveranno contrasti molto intensi con piogge diffuse, nubifragi, colpi di vento e rischio di tornado specialmente sulle coste tirreniche che vedranno i contrasti più accesi. Lazio, Campania, Toscana, Ovest Umbria e settori interni di Abruzzo e Molise dovrebbero essere i settori a maggior rischio trovandosi sulla linea di demarcazione tra l'aria molto più fresca in discesa dal Nord Atlantico e quella molto più calda ed umida di natura afro-mediterranea.


Saccatura artica in azione sul Mediterraneo Centro-Occidentale
nell'ultima settimana di Settembre. Fonte:Meteociel.fr




Una prima fase perturbata è attesa sabato al Nord-Ovest con coinvolgimento in particolare di Liguria e Toscana. Successivamente i fenomeni si estenderanno al Centro, sulla Sardegna e sul Triveneto. Domenica ed in parte Lunedì fenomeni anche violenti potrebbero colpire le centrali tirreniche.  Le piogge potrebbero essere comprese tra i 50 mm  e i 200 mm (nelle zone più colpite) Individuare le esatte aree colpite e la quantità di pioggia che precipiterà è praticamente impossibile. Si possono fare delle stime e delle considerazioni. 

I venti da Sud-Ovest trasporteranno i sistemi nuvolosi dal Tirreno ed il Mediterraneo Occidentale verso le aree tirreniche impattando sui rilievi; per tale motivo i settori interni del Lazio e del Nord della Campania risulteranno le aree più esposte ad eventuali fenomeni molto intensi anche a carattere di nubifragio: ma anche le intere province di Frosinone, Caserta, Latina e Roma saranno esposte al rischio di temporali in forma di nubifragio. Le piogge abbondanti comunque riguarderanno tutto il Centro Italia (più riparate le aree adriatiche costiere). 

PROSSIMA SETTIMANA

Dopo l'accesa fase di maltempo che ci colpirà tra Domenica e Lunedì ecco che interverrà una fase d' instabilità diffusa con acquazzoni e temporali anche intensi, alternati a pause asciutte. I venti di Libeccio saranno tesi e le temperature si abbasseranno per effetto del riversarsi al suolo, mediante i temporali, dell'aria fredda; tra Martedì e Mercoledì i fenomeni saranno più disorganizzati ma localmente potrebbero assumere carattere di nubifragio con downburst e grandinate; sempre Sardegna, coste tirreniche e Triveneto le aree più esposte a questo tipo di circolazione; tra Giovedì' e Sabato un nuovo nucleo artico (con traiettoria leggermente più occidentale)  innescherà una nuova fase perturbata con coinvolgimento ancora diretto del Medio-Alto Tirreno, della Sardegna, della Campania e di tutto il Nord. In tale occasione Liguria, Toscana, Lazio e tutti i settori prealpini riceveranno gli accumuli più elevati

LUNGO E LUNGHISSIMO TERMINE

Dopo il primo  weekend di Ottobre potrebbe subentrare una fase di bel tempo di qualche giorno con temperature in ripresa fino a 24-25 °C ; si tratterebbe di una fase praticamente primaverile (Ottobrata) anche se poi le masse d'aria artica potrebbero tornare ad espandersi sul Mediterraneo Occidentale entro la prima decade del nuovo mese con altro maltempo.



giovedì 30 dicembre 2021

EPIDEMIA: ESPLOSIONE DI CASI CON OMICRON

Covid, esplosione di casi. Variante Omicron e Delta causano una forte ascesa del numero dei casi in Italia e nel mondo. 


 



Di nuovo sotto assedio: il Covid con le sue varianti Omicron e Delta sta travolgendo l'Europa,  l'Italia, gli Usa. Ed anche in altri paesi del mondo la pandemia è in netta ascesa. Guardando al nostro "orticello" il virus ha gradualmente rialzato la testa con il classico andamento esponenziale che vede una crescita in sordina che poi diviene esplosiva. L'ascesa è iniziata ad inizio Novembre per poi proseguire con una forte impennata nella seconda quindicina di Dicembre. L'aumento dei casi è facilitato sicuramente anche dalla stagione invernale con il conseguente cambiamento di abitudini sociali, in relazione ai fattori climatici.





Andamento dei contagi: curva epidemica in netta ascesa

Il grafico mostra la rapida ascesa ma anche un accordo poco buono con il fit esponenziale. Pur essendo in fase di crescita esponenziale,  i dati su cui è stato eseguito il fit sono affetti dalla variabilità del numero di tamponi. Quest' oggi, 30 Dicembre, sono stati eseguiti oltre 1.100.000 ed è normale che più si cercano i contagiati e più li si trovano. Per poter avere un fit ragionevole occorrerebbe avere dati presi nelle stesse condizioni (nel caso dell'epidemia confrontare giorni con lo stesso numero di tamponi). Detto questo non si può negare che la curva epidemiologica sia in netta fase ascendente. Con oltre 126.000 casi in più di 1.100.000 tamponi, anche nell'ipotesi che fossero stati fatti la metà dei tamponi saremmo comunque sui 63.000 casi. Attualmente l'epidemia è quindi in fase di forte espansione. A questo ritmo non è impensabile che si possa arrivare ad oltre 200.000 nell' arco di una settimana.

Possibile evoluzione: Fare previsioni è arduo anche tra chi è del settore figuriamoci basandosi solo su considerazioni numeriche che sono si importanti, ma che non sono una fonte completa di notizie ai fini epidemiologici. Una possibilità, alla luce dell'esplosione senza precedenti dei contagi, è che la nuova variante omicron sia si più diffusiva ma meno grave. Dove per meno grave si intende non che il virus sia una passeggiata ma che comunque tenda ad evolversi dallo status di pandemia a quello di endemia. Se così fosse si potrebbe assistere ad un elevato numero di contagi ma non con lo stesso numero di casi gravi, in attesa che il covid possa evolversi ulteriormente verso una forma influenzale.







domenica 26 dicembre 2021

L' Inverno in difficoltà: dall' Atlantico all'Anticiclone Africano

Inverno in difficoltà: l'anticiclone africano  caratterizzerà la fine del 2021 e l'inizio del 2022. Temperature anomale primaverili soprattutto in quota e lungo le coste.


L'Inverno 2021-2022 è già in difficoltà. Se ad oggi a dominare sono le piovose e miti correnti atlantiche (che pur essendo miti rappresentano comunque un possibile volto dell'inverno mediterraneo), tra pochi giorni lo scenario muterà in senso decisamente primaverile. Anzi se non fosse per le giornate brevi che ne limiteranno gli effetti, la rimonta anticiclonica attesa tra il 29 Dicembre ed i primi di Gennaio avrà proprio sembianze estive come configurazione, essendo praticamente identica come dinamiche a quelle delle grandi ondate di calore estive.

Nel breve termine avremo ancora 48 ore di tempo tra il perturbato e l'instabile con piogge più frequenti al Centro e sui settori tirrenici principale bersaglio delle correnti atlantiche. Piogge ed anche rovesci temporaleschi di una certa consistenza colpiranno la Toscana, il Lazio e la Campania ed in generale i versanti occidentali dell'Appennino esposti alle correnti da Ovest. I versanti adriatici resteranno più riparati con precipitazioni più sporadiche specialmente sulla Puglia e sul Molise. Schiarite o comunque tempo più asciutto riguarderà i settori ionici, il Nord Ovest e la Sicilia. 

Ma dal 29 Dicembre ecco la novità simil-estiva: le correnti atlantiche infatti daranno luogo ad un affondo perturbato al largo del Portogallo in direzione delle Azzorre e poi fin quasi sulle Canarie. Per tutta risposta più ad Est lungo i nostri meridiani ecco che dalle coste del Maghreb prenderà forma una rimonta anticiclonica subtropicale africana che d'invernale non avrà proprio nulla. La configurazione sarà tipicamente estiva e non certo invernale. Nell'arco di 24 ore l'alta pressione procederà alla conquista dell'Italia e del Mediterraneo Centro Occidentale. L'alta pressione occuperà anche l'aria alpina, la Penisola Iberica, il Benelux, la Francia, la Germania e parte dell'Inghilterra:

Rimonta Nord Africana per la fine dell'anno e per i primi di Gennaio. Il tratto rosso evidenza la forma ad omega, una configurazione particolarmente coriacea da smantellare.


La forma ad Omega dell'alta pressione indica una configurazione particolarmente difficile da smantellare. La struttura sarà alimentata da aria molto calda per il periodo in quota e questo darà sembianze estive alla configurazione barica. Naturalmente stando in Inverno non avremo certamente temperature estive. Ma farà comunque caldo per il periodo. La colonna d'aria molto stabile e con scarsa ventilazione specialmente al Centro Nord favorirà temperature molto miti in quota. I ghiacciai alpini e le zone recentemente innevate vedranno lo zero termico alzarsi fin sui 3000-3500 metri con conseguente fusione della neve caduta. Va detto che le alte pressioni in Inverno favoriscono le inversioni termiche (temperatura che nei bassi strati aumenta con la quota anzi che diminuire) . Questo favorirà il ristagno dell'aria con nebbie, strati bassi e ristagno di sostanze inquinanti nelle grandi pianure del Nord, nelle grandi città e nelle zone vallive interne della penisola. Nebbie e strati bassi potrebbero svilupparsi anche nell'area ligure tirrenica litoranea e localmente sulle coste adriatiche. Ma in generale così come sui rilievi, nelle aree pianeggianti e sulle coste del Centro Sud e sulle Isole prevarrà il Sole. Ci sarà una buona escursione termica. Le massime oltrepasseranno senza difficoltà i 15°C ed in qualche caso raggiungeranno i 20°C (in Sicilia, Sardegna, Ioniche e Medio-Basso Tirreno potrebbero esserci isolati picchi over 20°C). Le zone interessate da nebbia avranno riduzioni di visibilità e clima freddo umido rispetto alle altre aree (specialmente in Pianura Padana). L'Inverno sarà davvero esiliato anche perchè il calore anomalo invaderà gran parte dell' Europa. Il tutto mentre le perturbazioni atlantiche e le correnti artiche saranno messe fuori gioco. 

Solamente dal 3 Gennaio l'alta pressione inizierà a cedere sotto la crescente forza del flusso perturbato atlantico, ma ad oggi non è ancora chiaro se l'alta pressione resisterà o sarà effettivamente vinta.



lunedì 20 dicembre 2021

ANDAMENTO DELL' EPIDEMIA: LA MATEMATICA DEL CONTAGIO

Da quasi due anni siamo assediati dal Sars Cov2 che sta mettendo KO intere nazioni e che seguita a sfornare varianti su varianti...vediamo la situazione attuale in Italia 

 

Trend giornaliero dell'epidemia dal 4/12 al 19 Dicembre

Fare un' analisi dati diretta è per certi verso arduo perchè i singoli dati risentono non solo dell'andamento della curva epidemica (vedi figura) ma anche del numero dei test; eseguendo più test si riscontrano più casi che quando se ne fanno di meno. Anche il tasso di positività (numero di tamponi positivi sul totale) risente naturalmente del numero di test eseguiti. Il grafico mostra infatti una tendenza al rialzo dei contagi ma con oscillazioni in corrispondenza delle festività  e dei weekend quando si effettuano meno test...( e meno test vuol dire meno casi rilevati)


 Per avere un'idea grossolana ma comunque più valida scegliamo un giorno della settimana; per esempio il giovedì vediamo ogni 7 giorni cosa accade (PERIODO CONSIDERATO GIOVEDI 4 NOVEMBRE GIOVEDI 16 DICEMBRE). Subito si nota il dato anomalo del 9 dicembre; essendo la data successiva all'Immacolata il trend ha risentito del crollo dei test

Trend settimanale dal 4/11 al 16/12 dei casi



trend settimanale con fit esponenziale dopo aver tolto il dato anomalo


Togliendo il dato anomalo del 9 dicembre ed eseguendo un fit esponenziale è possibile notare come la curva stia seguendo un trend esponenziale (epidemia in forte espansione). Naturalmente non si possono fare previsioni certe: questi dati anche se ridotti e ripuliti dalle fluttuazioni settimanali sono comunque affetti dalla variazione giornaliera dei test. Non sappiano poi se ci saranno nuove restrizioni ne come potrebbero pesare i festeggiamenti del periodo natalizio sul contagio; allo stato attutale attorno Natale con un numero di test giornalieri sui 500.000 potrebbero esserci circa 35.000 casi ed anche oltre 40.000 nei giorni del Capodanno. Il rischio è di arrivare attorno a metà Gennaio con oltre 50.000 casi giornalieri con mezzo milione di test al giorno



giovedì 13 dicembre 2018

Stratwarming Natale 2018, rischio intense ondate di gelo durante l'Inverno

Un intenso riscaldamento atteso durante la terza decade di Natale in stratosfera in corrispondenza delle zone artiche, potrebbe porre le basi per intense ondate di gelo alle medie latitudini durante i prossimi mesi invernali.


L'Inverno meteorologico è cominciato lo scorso 1° Dicembre ( le stagioni meteorologiche iniziano convenzionalmente il primo giorno del mese in cui la stagione inizia dal punto di vista astronomico), mentre dal punto di vista astronomico la stagione fredda esordirà il prossimo Venerdì 21 Dicembre alle 23:23 ora italiana (Solstizio d'Inverno).


Dire come sarà la prossima stagione dal punto di vista meteorologico è sempre cosa ardua. Le previsioni meteorologiche arrivano a 3-4 giorni. Esistono poi tendenze a 5-7 giorni, in qualche caso una decina di giorni, sotto particolari condizioni meteo come per esempio in Estate quando le alte pressioni possono garantire condizioni di bel tempo per molti giorni consecutivi. Previsioni stagionali certe non esistono. Esistono però delle proiezioni stagionali basate su degli indici chiamate teleconnessioni che possono essere viste come degli indicatori che alcune configurazioni meteo possano verificarsi con maggiore o minore probabilità in determinate stagioni.


Senza entrare nei dettagli tecnici, un fenomeno che già in passato ha influenzato pesantemente l'andamento di alcuni inverni è stato lo stratwarming, un fenomeno che identifica un improvviso ed anomalo riscaldamento della stratosfera. Durante la stagione invernale un marcato startwarming è in grado di sollecitare, destabilizzandolo, il vortice polare, una zona di bassa pressione che si forma in in corrispondenza delle aree artiche in quota (nella troposfera).

Quando il vortice polare risulta compatto, si verificano lunghi periodi miti alle medie latitudini. Questo perchè risultano sfavoriti gli scambi meridiani. In Italia ed in Europa in presenza di un vortice polare compatto prevalgono le correnti occidentali con condizioni di variabilità e temperature miti. Si tratta del tradizionale tempo atlantico, con bel tempo alternato a fasi piovose e oscillazioni termiche generalmente contenute ed attorno sempre valori medi miti. In casi estremi quando il vortice polare è molto compatto le perturbazioni scorrono alle alte latitudini, lasciando l'Italia ed il Mediterraneo sotto la protezione dell'alta pressione delle Azzorre. In tal caso si susseguono condizioni di bel tempo, con nebbie in pianura e temperature miti sui litorali e sui colli. Tali situazioni si verificarono in alcuni inverni tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90. Anche alcune stagioni invernali degli anni 2000 hanno presentato tale andamento.  

Quando la stagione invernale si sviluppa secondo i canoni stagionali, il vortice polare tende ad indebolirsi in particolare a partire dalla seconda metà di Gennaio ed è una delle ragioni per cui le fasi di maltempo e le ondate di freddo più rilevanti spesso si manifestino tra la seconda metà di gennaio e i primi di Marzo. Durante tale periodo si assiste infatti ad una maggiore propensione degli scambi meridiani con conseguente dinamicità atmosferica ascrivibile ad una minore attività delle correnti occidentali.

Ci sono poi altre annate, ancora più rare, in cui le dinamiche invernali diventano spettacolari a causa di un evento noto come stratwarming.  Tale fenomeno consiste in un improvviso riscaldamento della stratosfera in corrispondenza delle zone artiche. In alcuni casi (quando lo stratwarming è particolarmente intenso) può accadere che venga destabilizzata la corrispondente area depressionaria sottostante che caratterizza la troposfera polare durante l'Inverno. 

I meccanismi sono attualmente in fase di studio e non ancora ben compresi. Ciò che si è capito, osservando analoghi casi passati, è che il riscaldamento stratosferico si correla con le più intense ondate di freddo come quelle del 1929, del 1985, del 2012 ed anche del Febbraio 2018. Semplificando il discorso un intenso riscaldamento stratosferico spesso ( ma non sempre!!) favorisce la formazione di anomale aree di alta pressione in sede polare nel cuore della stagione fredda inducendo uno split del vortice polare o una sua dislocazione più o meno sensibile. In tal caso vaste porzioni delle medie latitudini possono venire colpite da lunghe o ripetute ondate di gelo anche di rilevanza storica. Naturalmente lo stratwarming aumenta la possibilità di ondate di freddo e gelo ma non le determina con certezza. Non solo. Le irruzioni gelide possono colpire qualsiasi parte dell'emisfero boreale. Quindi possono capitare in Europa, in Nord America, in Cina o in Giappone. Tuttavia la presenza di alte pressioni in sede artica favoriscono spesso tempo molto freddo ed anche instabile con possibilità di irruzioni gelide siberiane (Buran).

Nei prossimi giorni ed in particolare tra il 22 ed il 25 Dicembre è atteso lo sviluppo di un intenso evento di stratwarming, in sede artica in corrispondenza della Siberia. Quando ciò accade spesso si sviluppano aree di alta pressione tra l'Europa settentrionale e la Siberia settentrionale, passando per la Russia Europea del Nord con conseguente espansione verso Ovest/Sud-Ovest di masse d'aria gelida di estrazione continentale siberiana verso l'Europa.  Irruzioni fredde sono sempre presenti specie sull'Europa centro-orientali, ma con tali configurazioni crescono le probabilità di un espansione del gelo fin verso il Mediterraneo e l'Europa occidentale. Qui poi il contrasto con le masse d'aria umide e più miti di estrazione atlantica, mediterranea o anche subtropicale pone le basi per lunghe fasi di maltempo con  nevicate a quote molto basse.  Quest anno andrà così?  Non si può dire alla luce di quanto detto, ma certo che un primo importante ingrediente è ora comparso nelle mappe meteo:


Stratwarming atteso in sede siberiana a 30.000 metri con un aumento da -84°C fino a
 +4°C  per il prossimo 23 Dicembre 2018. un evento del genere potrebbe aprire 
le porte del gelo russo già dall'inizio del nuovo anno. Fonte: Meteociel.fr


La figura mostra lo stratwarming atteso il prossimo 23 Dicembre. In genere un evento del genere ha tutte le carte per stravolgere l'assetto del vortice polare. Gli effetti si manifesterebbero da 10 a 20 giorni dopo l'evento.... forse Gennaio 2019 potrebbe esordire con una rilevante ondata di freddo o di gelo e magari favorire nevicate a quote basse fin verso l'Italia....potrebbe si...ma potrebbe anche non accadere. Come spiegato si tratta di un tassello che favorisce inverni gelidi ma non è l'unico. Gli eventi successivi saranno poi quelli decisivi per capire se, dove e quando l'ondata di gelo colpirà... sognare la neve per intanto non costa nulla...


                                                                                                                                    Emiliano Sassolini









sabato 22 settembre 2012

Oggi 22 Settembre 2012 Equinozio d'Autunno

Oggi 22 Settembre 2012 è l'Equinozio d'Autunno: la nuova stagione ha fatto il suo ingresso alle ore 14:49 UTC, corrispondenti alle ore 16:49 italiane.


Oggi 22 Settembre 2012 Equinozio d'Autunno: Oggi, 22 Settembre 2012, alle ore 14:49 UTC corrispondente all'ora locale legale italiana 16:49, l'Estate ha lasciato il posto all'Autunno Astronomico che terminerà il prossimo 21 Dicembre, giorno del Solstizio d'Inverno. Oggi la durata del dì eguaglia quella della notte ovunque che è di circa 12 ore; il Sole tramonta al Polo Nord e sorge al Polo Sud che invece si avvia verso l'Estate. Il Sole raggiunge la medesima altezza ai due tropici, mentre passa allo zenit in corrispondenza dell'Equatore. Nell'Emisfero Nord sta cominciando l'Autunno Astronomico, in quello Australe la Primavera Astronomica.  Da oggi in poi, nell'Emisfero Boreale  la notte prevarrà sul dì a causa della progressiva diminuzione dell'insolazione. La giornata con meno luce cadrà il prossimo 21 Dicembre, primo giorno dell'Inverno. Dal punto di vista meteo quest'anno, dopo un Settembre finora "pazzerello" più simile ad un mese primaverile, che autunnale, l'Autunno astronomico inizierà con una risalita verso nord dell'anticiclone Nord Africano che riproporrà per alcuni giorni al Centro-Sud e sulle Isole un clima più consono all'Estate, in quello che si rivelerà essere un vero e proprio colpo di coda dell'Estate. Vedremo poi come si rivelerà essere il decorso di questa stagione, che quando si comporta regolarmente sa regalare scorci paesaggistici ricchi di colori come non si verifica in nessun altro periodo dell'anno oltre a giornate molto piacevoli climaticamente.


Equinozio d'Autunno
Oggi è l' Equinozio d'Autunno; inizia la stagione più "magica
e romantica" dell'anno. Fonte:  http://good-wallpapers.com

Emiliano Sassolini



lunedì 30 luglio 2012

Russia, caldo ed incendi in Siberia

Ondata di calore ed incendi nella Russia Asiatica, nella Siberia Occidentale 


Russia: Siberia occidentale assediata dal caldo e dalle fiamme. Oltre che sulle Nostre Regioni, il gran caldo è protagonista indiscusso in Siberia occidentale. Generalmente in Inverno si è soliti guardare verso la Russia, ed in particolare verso la Siberia, per sapere quali sono i movimenti delle masse d'aria gelide continentali che durante l'Inverno sovrastano quelle zone e che possono talvolta estendersi fino all'Europa Centrale ed al Mediterraneo causando ondate di freddo a volte intense. Invece in questa Estate il gran caldo ha preso di mira vaste Regioni della Siberia occidentale. Le aree intorno a Tomsk e a Krasnoiarsk sono le zone più colpite dall'ondata di calore che ha portato le temperature massime su valori superiori alle medie anche di 10°C ed in alcune località la colonnina di mercurio ha sfiorato i 40°C. La calura eccessiva è stata accompagnata da venti caldi sostenuti e da condizioni di siccità che hanno alimentato vasti incendi, i quali hanno devastato circa 15.000 ettari di taiga. Simili eventi fanno riflettere. Già nel 2010 vaste regioni della Russia furono interessate da reiterate ed intense ondate di calore  accompagnate da disastrosi incendi. C'è quindi una tendenza del sistema climatico globale al riscaldamento. Di seguito è riportato un video tratto da youtube che illustra in modo eloquente quanto accaduto. Il fumo degli incendi ha anche causato disagi all'Aeroporto di Tomsk.

mercoledì 4 luglio 2012

Trend della CO2

La CO2 ha quasi raggiunto i 400 ppm. Trend in costante aumento a causa sia di fattori antropici che per altri naturali ancora non ben compresi



La figura sotto riportata non lascia spazio a dubbi: la CO2 sta aumentando. E' questo un trend in atto da decenni. In particolare la figura sottostante riporta l'andamento delle medie mensili di CO2 dal Gennaio 2000 al Maggio 2012 misurate a Mauna Loa (v. anche www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/). Sulle ascisse sono riportati il numero di mesi del periodo considerato. Per esempio 6 corrisponde a Giugno 2000, 13 a Gennaio 2001, mentre 16 ad Aprile 2001 e così via fino a 149 che rappresenta l'ultimo mese della finestra temporale considerata, ossia Maggio 2012. Un semplicissimo calcolo consente di verificare quanto detto. 

Ogni anno contiene 12 mesi; dal 2000 al 2011 sono 12 anni perciò 12 x 12 = 144 mesi, cui vanno aggiunti i primi 5 del 2012, ottenendo così' 149. 

Per ognuno di questi mesi è riportato il valore della concentrazione di CO2 media mensile in parti per milione (ppm) da cui si ricava l'andamento sotto riportato. In poco più di 10 anni si è passati da un valore medio di circa 370 ppm ad oltre 395 ppm. Ormai la soglia delle 400 ppm sta per essere raggiunta. Tenendo conto di un aumento di quasi 2 ppm/ anno, il valore di 400 ppm potrà essere raggiunto già nel 2014 in Primavera. Insomma la concentrazione di CO2 continua a correre. Il consumo di petrolio e probabilmente alcuni fattori naturali legati agli oceani ed ai cambiamenti climatici contribuiscono ad esaltare questa continua crescita di questo gas che ha la proprietà di trattenere il calore, esaltando l'effetto serra che naturalmente è presente sulla Terra. Un ruolo non indifferente è probabilmente giocato anche dall'attività solare che complessivamente si è intensificata negli ultimi decenni. Di seguito è riportato l'andamento grafico della CO2 in questi ultimi 12 anni.

Andamento della CO2 misurata in parti per milione (ppm) nel periodo compreso tra 
Gennaio 2000 e Maggio 2012.I dati di partenza sono costituiti dalle medie mensili 
della concentrazioni di CO2 misurate all'Osservatorio di Mauna Loa. Si notano  
chiaramente i cicli stagionali e la tendenza all'aumento progressivo.

Come si può notare oltre al trend in crescita si vedono dei "serpeggiamenti", dovuti ai cicli stagionali. Infatti la vegetazione grazie al processo di fotosintesi sottrae CO2 all'atmosfera per fissare il carbonio. Il processo è più efficace dalla tarda primavera fino all'inizio dell'Autunno quando le piante sono in fase di crescita attiva ed il processo fotosintetico risulta essere più efficace. Viceversa il sopraggiungere del periodo invernale con la caduta delle foglie rilascia carbonio in atmosfera grazie all'intervento di processi di decomposizione delle sostanze vegetali che rilasciano CO2. In genere il minimo annuale di CO2 si osserva tra Settembre ed Ottobre ossia al termine dell'Estate, stagione in cui la fotosintesi risulta essere più efficace, mentre il massimo si osserva in Maggio dopo l'Inverno, stagione in cui le piante attraversano il periodo di riposo vegetativo. Tale periodicità è più marcata nell'emisfero Nord in quanto vi si trovano la maggior parte delle terre emerse, al contrario di quello meridionale che vede una preponderanza degli oceani. Esiste anche una periodicità giornaliera che non è possibile riscontrare nel grafico sopra riportato in quanto esso si basa sulle medie mensili. La periodicità giornaliera è sempre riconducibile all'attività fotosintetica delle piante, regolata però dall'alternanza dì-notte. Il fatto più saliente è però costituito dall'andamento in crescita della concentrazione di questo gas ad effetto serra che anche se non interamente dovuta a cause antropiche suggerisce di ricorrere all'uso di fonti d'energia a minore impatto ambientale. 

Emiliano Sassolini

giovedì 21 giugno 2012

Oggi 21 Giugno, Solstizio d'Estate

Oggi 21 Giugno 2012 alle ore 01:09 Italiane corrispondenti alle ore 23:09 UTC del 20 Giugno 2012 è iniziata l'Estate Astronomica.


Oggi 21 Giugno è il Solstizio d'Estate. Oggi 21 Giugno 2012 alle 01:09 ora legale italiana corrispondente alle 00:09 (ora solare italiana) e alle ore 23:09 UTC  del 20 Giugno 2012 è cominciata l'Estate astronomica Boreale. E' questo infatti il dì più lungo dell'anno con l'insolazione che raggiunge la massima intensità e durata.  Per esempio oggi a Roma il Sole sorge (usando l'orario solare) circa alle ore 04:36 e tramonta alle 19:48. Dopo aver raggiunto l'apice in questa giornata la durata dell'arco diurno rimane quasi invariata per alcuni giorni per poi iniziare a declinare, dapprima lentamente, poi progressivamente in modo più rapido e vistoso. A causa dell'inerzia termica dell'atmosfera il periodo più caldo dell'anno si verifica con qualche settimana di ritardo rispetto al Solstizio d'Estate, generalmente nella seconda metà di Luglio. Durante questa giornata il Sole arriva allo Zenit sul Tropico del Cancro, mentre raggiunge la minima altezza rispetto all'orizzonte in quello del Capricorno. Il Sole non tramonta al di sopra del Circolo Polare Artico e non sorge al di sotto del Circolo Polare Antartico. Infatti all'inizio dell' Estate Astronomica Boreale nell'emisfero Nord corrisponde l'esordio dell'Inverno Astronomico Australe in quello Sud.


Emiliano Sassolini

mercoledì 6 luglio 2011

IL FASCINO DISCRETO DELL'ESTATE

Per gli appassionati di meteorologia come me certamente l'Inverno con le sue piogge e le sue tempeste offre maggiori emozioni, mentre il periodo Estivo viene visto come un momento dell'anno noioso in cui giornate per lo più serene si succedono l'una dopo l'altra senza che nulla muti, ed a meno di  annate particolari il trimestre estivo trascorre monotono sotto le ali protettrici ora dell'alta pressione delle Azzorre, ora di quella più temibile Africana che apporta ondate di caldo davvero opprimenti. Talvolta ci può scappare una giornata temporalesca, ma in genere si tratta di episodi isolati che non mutano il trend generale della stagione. Ma è davvero così priva di emozioni l'estate dal punto di vista meteorologico e naturalistico? No davvero!! Se le stagioni fanno ognuna il suo dovere, ciascuna di esse ha le sue peculiarità interessanti. L'Estate ci porta le giornate con la maggiore insolazione annua e, se è vero che esporre la propria pelle al Sole per troppo tempo fà male, è anche vero che stare all'aria aperta in Estate (non durante le ore della canicola) non può che far bene. La luce solare rallegra l'umore e ci rende più vitali. Ma anche la natura ha il suo fascino, anzi il suo torrido fascino; cieli azzurri, tramonti infuocati e perchè no quella sensazione di caldo che se moderato e secco può essere piacevole anche per un ammiratore della stagione fredda come il sottoscritto.

Parco dell'Eur in una radiosa giornata Estiva, dal cielo limpido
Giochi d'acqua e vegetazione lussureggiante fanno da cornice a questa splendida giornata estiva
Oleandro in fiore: la fioritura perdura da metà Maggio fino a fine Settembre o inizio Ottobre
Ligustro in fiore; le infiorescenze sono fitte e profumatissime
Metasequoia in fiore
Oleandro dai fiori rossi

Tramonto estivo al parco dell'Eur, il 21 Giugno 2011 Solstizio d'Estate




Emiliano Sassolini

sabato 16 aprile 2011

PRIMAVERA: LA NATURA DA SPETTACOLO

La primavera avanza con decisione, pure troppo, stante le elevate temperature raggiunte in Italia e  in Europa Occidentale nella prima decade di Aprile. E la natura accelera il processo delle fioriture, per la gioia degli amanti della Primavera e buona pace degli allergici come il sottoscritto. I paesaggi e gli effetti delle sfumature create dalle fioriture e dal fogliame appena germogliato sono spettacolari. La natura insomma ci offre questo incanto, spesso "dietro il cortile di casa" davvero unico nel suo genere. Dopo la fioritura del Prunus Cerasifera, ora il testimone passa all' Albero di Giuda (Cercis Siliquastrum), al Glicine (Wisteria),  all'Arancio (Citrus x Sinensis), alla Robinia (Robinia Pseudoacacia) e all'Ippocastano (Aesculus Hippocastanum). Ecco una sequenza di immagini eloquenti. 


Un susino da giardino in fiore; fiori piccoli, bianchi e fitti

L' immagine non è molto nitida ma si tratta di un arancio in fiore (Citrus  x sinensis) 

 Glicine Bianco (Wisteria brachybotrys):  infiorescenze bianche dall'odore molto forte. L'immagine  non è nitida ma rende l'idea.


Albero di Giuda ( Cercis Siliquastrum) in fiore

Fiori dell'Albero di Giuda: i fiori sono piccoli, fucsia ed addensati

Fioritura di un albero di Giuda nel verde di un parco Romano

Robinia Pseudoacacia in fiore: le infiorescenze bianche sono caratterizzate da un profumo gradevole ma intenso

Infiorescenze della Robinia  viste da vicino

Gruppo di Robinie in fiore: spettacolo suggestivo, allergia permettendo

Ippocastano ( Aesculus Hippocastanum):  fiori in infiorescenze bianche.

Ancora un' immagine di un Ippocastano in fiore



Emiliano Sassolini