giovedì 30 dicembre 2021

EPIDEMIA: ESPLOSIONE DI CASI CON OMICRON

Covid, esplosione di casi. Variante Omicron e Delta causano una forte ascesa del numero dei casi in Italia e nel mondo. 


 



Di nuovo sotto assedio: il Covid con le sue varianti Omicron e Delta sta travolgendo l'Europa,  l'Italia, gli Usa. Ed anche in altri paesi del mondo la pandemia è in netta ascesa. Guardando al nostro "orticello" il virus ha gradualmente rialzato la testa con il classico andamento esponenziale che vede una crescita in sordina che poi diviene esplosiva. L'ascesa è iniziata ad inizio Novembre per poi proseguire con una forte impennata nella seconda quindicina di Dicembre. L'aumento dei casi è facilitato sicuramente anche dalla stagione invernale con il conseguente cambiamento di abitudini sociali, in relazione ai fattori climatici.





Andamento dei contagi: curva epidemica in netta ascesa

Il grafico mostra la rapida ascesa ma anche un accordo poco buono con il fit esponenziale. Pur essendo in fase di crescita esponenziale,  i dati su cui è stato eseguito il fit sono affetti dalla variabilità del numero di tamponi. Quest' oggi, 30 Dicembre, sono stati eseguiti oltre 1.100.000 ed è normale che più si cercano i contagiati e più li si trovano. Per poter avere un fit ragionevole occorrerebbe avere dati presi nelle stesse condizioni (nel caso dell'epidemia confrontare giorni con lo stesso numero di tamponi). Detto questo non si può negare che la curva epidemiologica sia in netta fase ascendente. Con oltre 126.000 casi in più di 1.100.000 tamponi, anche nell'ipotesi che fossero stati fatti la metà dei tamponi saremmo comunque sui 63.000 casi. Attualmente l'epidemia è quindi in fase di forte espansione. A questo ritmo non è impensabile che si possa arrivare ad oltre 200.000 nell' arco di una settimana.

Possibile evoluzione: Fare previsioni è arduo anche tra chi è del settore figuriamoci basandosi solo su considerazioni numeriche che sono si importanti, ma che non sono una fonte completa di notizie ai fini epidemiologici. Una possibilità, alla luce dell'esplosione senza precedenti dei contagi, è che la nuova variante omicron sia si più diffusiva ma meno grave. Dove per meno grave si intende non che il virus sia una passeggiata ma che comunque tenda ad evolversi dallo status di pandemia a quello di endemia. Se così fosse si potrebbe assistere ad un elevato numero di contagi ma non con lo stesso numero di casi gravi, in attesa che il covid possa evolversi ulteriormente verso una forma influenzale.







domenica 26 dicembre 2021

L' Inverno in difficoltà: dall' Atlantico all'Anticiclone Africano

Inverno in difficoltà: l'anticiclone africano  caratterizzerà la fine del 2021 e l'inizio del 2022. Temperature anomale primaverili soprattutto in quota e lungo le coste.


L'Inverno 2021-2022 è già in difficoltà. Se ad oggi a dominare sono le piovose e miti correnti atlantiche (che pur essendo miti rappresentano comunque un possibile volto dell'inverno mediterraneo), tra pochi giorni lo scenario muterà in senso decisamente primaverile. Anzi se non fosse per le giornate brevi che ne limiteranno gli effetti, la rimonta anticiclonica attesa tra il 29 Dicembre ed i primi di Gennaio avrà proprio sembianze estive come configurazione, essendo praticamente identica come dinamiche a quelle delle grandi ondate di calore estive.

Nel breve termine avremo ancora 48 ore di tempo tra il perturbato e l'instabile con piogge più frequenti al Centro e sui settori tirrenici principale bersaglio delle correnti atlantiche. Piogge ed anche rovesci temporaleschi di una certa consistenza colpiranno la Toscana, il Lazio e la Campania ed in generale i versanti occidentali dell'Appennino esposti alle correnti da Ovest. I versanti adriatici resteranno più riparati con precipitazioni più sporadiche specialmente sulla Puglia e sul Molise. Schiarite o comunque tempo più asciutto riguarderà i settori ionici, il Nord Ovest e la Sicilia. 

Ma dal 29 Dicembre ecco la novità simil-estiva: le correnti atlantiche infatti daranno luogo ad un affondo perturbato al largo del Portogallo in direzione delle Azzorre e poi fin quasi sulle Canarie. Per tutta risposta più ad Est lungo i nostri meridiani ecco che dalle coste del Maghreb prenderà forma una rimonta anticiclonica subtropicale africana che d'invernale non avrà proprio nulla. La configurazione sarà tipicamente estiva e non certo invernale. Nell'arco di 24 ore l'alta pressione procederà alla conquista dell'Italia e del Mediterraneo Centro Occidentale. L'alta pressione occuperà anche l'aria alpina, la Penisola Iberica, il Benelux, la Francia, la Germania e parte dell'Inghilterra:

Rimonta Nord Africana per la fine dell'anno e per i primi di Gennaio. Il tratto rosso evidenza la forma ad omega, una configurazione particolarmente coriacea da smantellare.


La forma ad Omega dell'alta pressione indica una configurazione particolarmente difficile da smantellare. La struttura sarà alimentata da aria molto calda per il periodo in quota e questo darà sembianze estive alla configurazione barica. Naturalmente stando in Inverno non avremo certamente temperature estive. Ma farà comunque caldo per il periodo. La colonna d'aria molto stabile e con scarsa ventilazione specialmente al Centro Nord favorirà temperature molto miti in quota. I ghiacciai alpini e le zone recentemente innevate vedranno lo zero termico alzarsi fin sui 3000-3500 metri con conseguente fusione della neve caduta. Va detto che le alte pressioni in Inverno favoriscono le inversioni termiche (temperatura che nei bassi strati aumenta con la quota anzi che diminuire) . Questo favorirà il ristagno dell'aria con nebbie, strati bassi e ristagno di sostanze inquinanti nelle grandi pianure del Nord, nelle grandi città e nelle zone vallive interne della penisola. Nebbie e strati bassi potrebbero svilupparsi anche nell'area ligure tirrenica litoranea e localmente sulle coste adriatiche. Ma in generale così come sui rilievi, nelle aree pianeggianti e sulle coste del Centro Sud e sulle Isole prevarrà il Sole. Ci sarà una buona escursione termica. Le massime oltrepasseranno senza difficoltà i 15°C ed in qualche caso raggiungeranno i 20°C (in Sicilia, Sardegna, Ioniche e Medio-Basso Tirreno potrebbero esserci isolati picchi over 20°C). Le zone interessate da nebbia avranno riduzioni di visibilità e clima freddo umido rispetto alle altre aree (specialmente in Pianura Padana). L'Inverno sarà davvero esiliato anche perchè il calore anomalo invaderà gran parte dell' Europa. Il tutto mentre le perturbazioni atlantiche e le correnti artiche saranno messe fuori gioco. 

Solamente dal 3 Gennaio l'alta pressione inizierà a cedere sotto la crescente forza del flusso perturbato atlantico, ma ad oggi non è ancora chiaro se l'alta pressione resisterà o sarà effettivamente vinta.



lunedì 20 dicembre 2021

ANDAMENTO DELL' EPIDEMIA: LA MATEMATICA DEL CONTAGIO

Da quasi due anni siamo assediati dal Sars Cov2 che sta mettendo KO intere nazioni e che seguita a sfornare varianti su varianti...vediamo la situazione attuale in Italia 

 

Trend giornaliero dell'epidemia dal 4/12 al 19 Dicembre

Fare un' analisi dati diretta è per certi verso arduo perchè i singoli dati risentono non solo dell'andamento della curva epidemica (vedi figura) ma anche del numero dei test; eseguendo più test si riscontrano più casi che quando se ne fanno di meno. Anche il tasso di positività (numero di tamponi positivi sul totale) risente naturalmente del numero di test eseguiti. Il grafico mostra infatti una tendenza al rialzo dei contagi ma con oscillazioni in corrispondenza delle festività  e dei weekend quando si effettuano meno test...( e meno test vuol dire meno casi rilevati)


 Per avere un'idea grossolana ma comunque più valida scegliamo un giorno della settimana; per esempio il giovedì vediamo ogni 7 giorni cosa accade (PERIODO CONSIDERATO GIOVEDI 4 NOVEMBRE GIOVEDI 16 DICEMBRE). Subito si nota il dato anomalo del 9 dicembre; essendo la data successiva all'Immacolata il trend ha risentito del crollo dei test

Trend settimanale dal 4/11 al 16/12 dei casi



trend settimanale con fit esponenziale dopo aver tolto il dato anomalo


Togliendo il dato anomalo del 9 dicembre ed eseguendo un fit esponenziale è possibile notare come la curva stia seguendo un trend esponenziale (epidemia in forte espansione). Naturalmente non si possono fare previsioni certe: questi dati anche se ridotti e ripuliti dalle fluttuazioni settimanali sono comunque affetti dalla variazione giornaliera dei test. Non sappiano poi se ci saranno nuove restrizioni ne come potrebbero pesare i festeggiamenti del periodo natalizio sul contagio; allo stato attutale attorno Natale con un numero di test giornalieri sui 500.000 potrebbero esserci circa 35.000 casi ed anche oltre 40.000 nei giorni del Capodanno. Il rischio è di arrivare attorno a metà Gennaio con oltre 50.000 casi giornalieri con mezzo milione di test al giorno



domenica 19 dicembre 2021

Natale 2021? Poco freddo con pioggia e correnti occidentali miti....

Un Natale all'insegna delle correnti umide occidentali atlantiche con rischio di piogge specialmente sui settori tirrenici. Temperature miti.

Manca meno di una settimana al Natale 2021 e le speranze di freddo e gelo che erano apparse nelle mappe di lungo termine di qualche giorno fa si sono dissolte. Artefice di questo cambiamento l'Atlantico che con le sue perturbazioni limiterà l'azione artico-continentale all'Europa Centrale. 

L'anticiclone di blocco sull'Atlantico non reggerà; già dal 22 Dicembre avremo un'azione sempre più incisiva delle correnti miti occidentali che forzeranno l'alta pressione. A quel punto masse d'aria miti ed instabili dilagheranno sull'Europa occidentale e sul Mediterraneo. Sull'Italia la poca aria fredda che affluirà nelle prossime 48 ore, verrà rimossa già a partire da Martedì 21.  I venti infatti si orienteranno da Ovest-Sud Ovest. Nel corso dei giorni che ci accompagneranno al Natale aumenteranno le nubi, l'umidità ed anche le temperature con le prime precipitazioni che dal 22 si faranno via via più presenti specialmente sui settori tirrenici. Nel weekend di Natale stanno crescendo le probabilità di avere un passaggio perturbato più incisivo con condizioni di maltempo specialmente al Centro Nord e sui versanti occidentali. La neve cadrebbe in quota sulle Alpi e sulle cime appenniniche mentre sulle coste e sulle pianure prevarranno le piogge ed anche i rovesci...sui settori ionici e sul medio basso adriatico il tempo si manterrà più asciutto con connotati quasi primaverili. 

Con la situazione attuale Roma vedrebbe un inizio di settimana con temperature abbastanza fredde al primo mattino e bel tempo, per poi scivolare in una situazione di cieli sempre più nuvolosi ed uggiosi verso metà settimana; il weekend natalizio ad oggi sembrerebbe essere contrassegnato  da cieli coperti, piogge e rovesci frequenti e temperature miti con venti sostenuti di libeccio. Insomma maltempo ma non certo freddo da cornice natalizia.

La bassa pressione dei giorni di Natale. Fonte: Meteociel.fr

giovedì 13 dicembre 2018

Stratwarming Natale 2018, rischio intense ondate di gelo durante l'Inverno

Un intenso riscaldamento atteso durante la terza decade di Natale in stratosfera in corrispondenza delle zone artiche, potrebbe porre le basi per intense ondate di gelo alle medie latitudini durante i prossimi mesi invernali.


L'Inverno meteorologico è cominciato lo scorso 1° Dicembre ( le stagioni meteorologiche iniziano convenzionalmente il primo giorno del mese in cui la stagione inizia dal punto di vista astronomico), mentre dal punto di vista astronomico la stagione fredda esordirà il prossimo Venerdì 21 Dicembre alle 23:23 ora italiana (Solstizio d'Inverno).


Dire come sarà la prossima stagione dal punto di vista meteorologico è sempre cosa ardua. Le previsioni meteorologiche arrivano a 3-4 giorni. Esistono poi tendenze a 5-7 giorni, in qualche caso una decina di giorni, sotto particolari condizioni meteo come per esempio in Estate quando le alte pressioni possono garantire condizioni di bel tempo per molti giorni consecutivi. Previsioni stagionali certe non esistono. Esistono però delle proiezioni stagionali basate su degli indici chiamate teleconnessioni che possono essere viste come degli indicatori che alcune configurazioni meteo possano verificarsi con maggiore o minore probabilità in determinate stagioni.


Senza entrare nei dettagli tecnici, un fenomeno che già in passato ha influenzato pesantemente l'andamento di alcuni inverni è stato lo stratwarming, un fenomeno che identifica un improvviso ed anomalo riscaldamento della stratosfera. Durante la stagione invernale un marcato startwarming è in grado di sollecitare, destabilizzandolo, il vortice polare, una zona di bassa pressione che si forma in in corrispondenza delle aree artiche in quota (nella troposfera).

Quando il vortice polare risulta compatto, si verificano lunghi periodi miti alle medie latitudini. Questo perchè risultano sfavoriti gli scambi meridiani. In Italia ed in Europa in presenza di un vortice polare compatto prevalgono le correnti occidentali con condizioni di variabilità e temperature miti. Si tratta del tradizionale tempo atlantico, con bel tempo alternato a fasi piovose e oscillazioni termiche generalmente contenute ed attorno sempre valori medi miti. In casi estremi quando il vortice polare è molto compatto le perturbazioni scorrono alle alte latitudini, lasciando l'Italia ed il Mediterraneo sotto la protezione dell'alta pressione delle Azzorre. In tal caso si susseguono condizioni di bel tempo, con nebbie in pianura e temperature miti sui litorali e sui colli. Tali situazioni si verificarono in alcuni inverni tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90. Anche alcune stagioni invernali degli anni 2000 hanno presentato tale andamento.  

Quando la stagione invernale si sviluppa secondo i canoni stagionali, il vortice polare tende ad indebolirsi in particolare a partire dalla seconda metà di Gennaio ed è una delle ragioni per cui le fasi di maltempo e le ondate di freddo più rilevanti spesso si manifestino tra la seconda metà di gennaio e i primi di Marzo. Durante tale periodo si assiste infatti ad una maggiore propensione degli scambi meridiani con conseguente dinamicità atmosferica ascrivibile ad una minore attività delle correnti occidentali.

Ci sono poi altre annate, ancora più rare, in cui le dinamiche invernali diventano spettacolari a causa di un evento noto come stratwarming.  Tale fenomeno consiste in un improvviso riscaldamento della stratosfera in corrispondenza delle zone artiche. In alcuni casi (quando lo stratwarming è particolarmente intenso) può accadere che venga destabilizzata la corrispondente area depressionaria sottostante che caratterizza la troposfera polare durante l'Inverno. 

I meccanismi sono attualmente in fase di studio e non ancora ben compresi. Ciò che si è capito, osservando analoghi casi passati, è che il riscaldamento stratosferico si correla con le più intense ondate di freddo come quelle del 1929, del 1985, del 2012 ed anche del Febbraio 2018. Semplificando il discorso un intenso riscaldamento stratosferico spesso ( ma non sempre!!) favorisce la formazione di anomale aree di alta pressione in sede polare nel cuore della stagione fredda inducendo uno split del vortice polare o una sua dislocazione più o meno sensibile. In tal caso vaste porzioni delle medie latitudini possono venire colpite da lunghe o ripetute ondate di gelo anche di rilevanza storica. Naturalmente lo stratwarming aumenta la possibilità di ondate di freddo e gelo ma non le determina con certezza. Non solo. Le irruzioni gelide possono colpire qualsiasi parte dell'emisfero boreale. Quindi possono capitare in Europa, in Nord America, in Cina o in Giappone. Tuttavia la presenza di alte pressioni in sede artica favoriscono spesso tempo molto freddo ed anche instabile con possibilità di irruzioni gelide siberiane (Buran).

Nei prossimi giorni ed in particolare tra il 22 ed il 25 Dicembre è atteso lo sviluppo di un intenso evento di stratwarming, in sede artica in corrispondenza della Siberia. Quando ciò accade spesso si sviluppano aree di alta pressione tra l'Europa settentrionale e la Siberia settentrionale, passando per la Russia Europea del Nord con conseguente espansione verso Ovest/Sud-Ovest di masse d'aria gelida di estrazione continentale siberiana verso l'Europa.  Irruzioni fredde sono sempre presenti specie sull'Europa centro-orientali, ma con tali configurazioni crescono le probabilità di un espansione del gelo fin verso il Mediterraneo e l'Europa occidentale. Qui poi il contrasto con le masse d'aria umide e più miti di estrazione atlantica, mediterranea o anche subtropicale pone le basi per lunghe fasi di maltempo con  nevicate a quote molto basse.  Quest anno andrà così?  Non si può dire alla luce di quanto detto, ma certo che un primo importante ingrediente è ora comparso nelle mappe meteo:


Stratwarming atteso in sede siberiana a 30.000 metri con un aumento da -84°C fino a
 +4°C  per il prossimo 23 Dicembre 2018. un evento del genere potrebbe aprire 
le porte del gelo russo già dall'inizio del nuovo anno. Fonte: Meteociel.fr


La figura mostra lo stratwarming atteso il prossimo 23 Dicembre. In genere un evento del genere ha tutte le carte per stravolgere l'assetto del vortice polare. Gli effetti si manifesterebbero da 10 a 20 giorni dopo l'evento.... forse Gennaio 2019 potrebbe esordire con una rilevante ondata di freddo o di gelo e magari favorire nevicate a quote basse fin verso l'Italia....potrebbe si...ma potrebbe anche non accadere. Come spiegato si tratta di un tassello che favorisce inverni gelidi ma non è l'unico. Gli eventi successivi saranno poi quelli decisivi per capire se, dove e quando l'ondata di gelo colpirà... sognare la neve per intanto non costa nulla...


                                                                                                                                    Emiliano Sassolini









domenica 30 luglio 2017

Ondata di calore forse storica in arrivo

Ondata di calore eccezionale, forse storica alle porte dell'Italia. Temperature in progressivo rialzo con massime diffusamente prossime o superiori ai 40 °C. Picchi di 42-43 °C su Toscana, Lazio, Umbria, Campania ed Emilia Romagna. Punte fino a 45°C in Sardegna!!!


Premessa. Stiamo vivendo un' Estate davvero molto calda che si avvicina sempre più a quella del 2003, ad oggi imbattuta, ma che potrà competere con quelle del 2012 e del 2015, risultate davvero molto calde. L'anticiclone Africano è ormai sbilanciato costantemente verso Nord e tutto questo non fa che alimentare le anomalie termiche positive. Il tutto a valle di un lungo periodo contrassegnato da anomalia negativa delle precipitazioni che perdura, a parte locali ed effimere eccezioni, dall'Aprile 2015. 

Gravissimo poi il bilancio pluviometrico dei primi sette mesi del 2017, in cui la stagione delle piogge invernali e primaverili è praticamente mancata su tutta l'Italia. In particolare su Emilia Romagna e Regioni tirreniche (Umbria, Lazio, Toscana, gran parte della Campania e Sardegna) ed anche in alcune zone di Sicilia, Puglia e Liguria le precipitazioni cumulate negli ultimi sette mesi sono comparabili con quelle dell'Africa Sahariana.


Onda di calore forse storica in arrivo.  Ciò che si prospetta è ora una risalita imponente dell'anticiclone subtropicale africano, capace di imporre un lungo periodo di tempo stabile e caldissimo con punte forse record. 



Temperature attese per il prossimo 4 Agosto 2017 a 1500 metri di quota, Modello GFS. Si nota la
 presenza di isoterme comprese tra 22 e 26°C. Temperature maggiori di 40°C saranno
 possibili in particolare  su Tirreniche, Sardegna ed Emilia Romagna. Fonte: www. meteociel.fr

La mappa soprastante si riferisce alle temperature attese alla quota di 1500  metri per Venerdì 4 Agosto. Si nota come i valori siano compresi tra 22 e 26°C. Ciò si tradurrà in valori al suolo uguali o maggiori di 40°C. Lazio, Sardegna, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna saranno le più duramente colpite dal fenomeno con il rischio che qualche record storico di caldo venga a cadere. Città come Firenze, Roma, Perugia, Terni, Viterbo, Frosinone, Siena, Arezzo, Grosseto, Ferrara, Bologna, Forlì, e Modena potrebbero raggiungere punte di 41-43 gradi. In Sardegna il termometro raggiungerà e supererà agevolmente la soglia dei 40°C, arrivando nelle zone interne anche a punte di 45-46°C. Insomma un'ondata di caldo eccezionale che potrebbe diventare storica. Sulle restanti zone farà leggermente meno caldo ma i termometri si attesteranno frequentemente sui 36-39°C e con tassi di umidità più elevati. Insomma un'onda di calore davvero imponente che rischia di passare alla storia. Da rilevare come poi non si intravedano soluzioni neanche nel lungo raggio. Il caldo della prossima settimana sarà intensissimo fino al 5 Agosto, ma solo al Nord qualche infiltrazione di aria oceanica potrebbe dar luogo a dei temporali su Alpi e Prealpi, altrove caldo e siccità proseguiranno almeno per tutta la prima decade di Agosto e con essa peggiorerà la siccità con sofferenza di flora e fauna, fiumi e laghi sempre più asciutti e ghiacciai in estrema sofferenza.

Possibili cause.  A livello globale se il mondo diventa più caldo diventano semplicemente più probabili ed intense le onde di calore sebbene la questione non è così semplice. Volendo cercare una spiegazione più semplice e che riguarda l'Italia, il Mediterraneo, nonchè l'Europa occidentale, il Vicino Atlantico ed il Nord Africa possiamo individuare tre cause comuni a tutte le Estati calde.

1) Come risaputo durante l'Estate fisiologicamente le fasce anticicloniche subtropicali si rialzano di latitudine portando stabilità e caldo. Quest'anno però il monsone africano della Guinea sta spingendo più del dovuto verso nord-nord-est portando le piogge tropicali nel Sahel e fino al Sahara meridionale.  A sua volta questa maggiore risalita delle piogge tropicali verso Nord fornisce una spinta alle masse d'aria roventi sahariane che già fisiologicamente sono al massimo in tale periodo e tendono ad invadere il Mediterraneo e l'Europa meridionale (fenomeno già visto nel 2003, nel 2012, e nel 2015, Estati queste caldissime)

2). La presenza di una bassa pressione relativa con caratteristiche semistagionali che si stabilisce al largo delle coste portoghesi sul vicino atlantico con il duplice risultato di impedire alla più moderata alta pressione delle Azzorre di governare il tempo del Mediterraneo e incentivare al contempo sul suo lato orientale l'immissione di aria caldissima prelevata direttamente del Sahara. Tale fenomeno non è ben compreso ma probabilmente legato a cicli delle correnti atlantiche che implicano in alcune annate una maggiore debolezza della corrente a getto che sostiene il movimento delle perturbazioni atlantiche Ovest-Est. In tal modo le depressioni atlantiche si affossano tra Portogallo, Canarie e Azzorre spalancando le porte alle bollenti masse d'aria sahariane che invadono agevolmente i paesi mediterranei.

3).  Nelle annate caratterizzate da precipitazioni scarse in Inverno e Primavera si riscontra poi una maggiore facilità durante la fine della Primavera e in Estate delle masse d'aria calde subtropicali ad attecchire. La minore umidità dei suoli ostacola in modo meno efficace il rialzo delle temperature quando l'insolazione aumenta. Tale fattore può legarsi al secondo punto in quanto quando vanno in crisi le correnti occidentali atlantiche piove spesso di meno venendo a mancare le perturbazioni oceaniche che garantiscono una piovosità diffusa ed ottimale. In tal modo l'anticiclone africano non trova grosse opposizioni e può stabilire il suo dominio per settimane e mesi.

Quel che è certo è che a prescindere dal risalto mediatico che si sente sui mass media, il caldo in arrivo a meno di ritrattazioni modellistiche ha tutte le caratteristiche per farsi ricordare e per farci soffrire in modo ragguardevole.

Emiliano Sassolini




venerdì 4 settembre 2015

Atlantico ed Artico attaccano l'Estate Mediterranea

Atlantico ed Artico attaccano l'Estate Mediterranea: in arrivo piogge, forti temporali e calo termico. Alta pressione subtropicale in crisi


Estate in progressiva crisi. Dopo oltre due mesi di gran caldo accompagnato da elevati tassi di umidità, la situazione sta per cambiare. I periodi di caldo più intensi sono stati la prima decade di Maggio, la prima decade di Giugno e l'ultima settimana, l'intero Luglio e la prima metà di Agosto. Il caldo piacevole ha invece caratterizzato la fine di Maggio, la seconda decade di Giugno e il periodo tra il 16 ed il 24 Agosto. Attualmente sta terminando l'ultima ondata di caldo, iniziata lo scorso 25-26 Agosto. Ora però le cose stanno mutando di fronte al declino stagionale; il progressivo accorciamento delle giornate, sta progressivamente raffreddando le alte latitudini europee e l'Artico in generale. Le masse d'aria fresche e via via più fredde in fase di sviluppo stanno così gradualmente guadagnando terreno verso Sud contrastando quelle più calde accumulatesi durante l'Estate alle medie latitudini.

In tal modo si stanno preparando i presupposti per l'attacco decisivo all'Estate Mediterranea. Naturalmente ciò non vuol dire che termineranno le giornate soleggiate ed anche un po calde. Ma difficilmente si raggiungeranno i livelli termici delle settimane scorse ed anche la durate delle fasi anticicloniche tenderà ad accorciarsi in favore di un clima più fresco e variabile.

Atlantico ed Artico alla conquista del Mediterraneo. Nei prossimi 4-5 giorni l'alta pressione subtropicale sarà costretta alla resa. Già tra oggi e domani l'anticiclone africano sarà costretto a cedere al Centro-Nord; al Sud il caldo resisterà fino a Sabato, ma da Domenica l'aria più fresca costringerà i termometri alla discesa anche qui. Libeccio e Ponente faranno scendere le temperature massime sotto ai 30°C ed in qualche caso sotto ai 25°C. E con l'inizio della prossima settimana correnti molto fresche provenienti da Nord Est, ossia dal comparto Baltico assesteranno il colpo definitivo a ciò che resta del caldo. Tramontana e Grecale faranno crollare i termometri rispetto ai valori attuali anche di 10-12 gradi specie su Triveneto, Alpi Centro-Orientali, Appennino ed interne adriatiche. La temperatura calerà comunque in modo vistoso ovunque. E sarà proprio in tale circostanza che le ultime resistenze del caldo saranno costrette a cedere anche al Meridione e sulla Sicilia.


Marcato maltempo al Centro tra Venerdì e Sabato, Tirreniche nel mirino. In attesa delle correnti più fresche che subentreranno da Sabato e soprattutto tra Domenica e Mercoledì prossimo a caratterizzare il tempo dell'Italia in particolare dei settori centrali ci penseranno le piogge ed i temporali anche in forma di nubifragio. Proprio l'arrivo delle prime rilevanti precipitazioni su Sardegna e Medio Tirreno sancirà il graduale passaggio di consegne tra Estate ed Autunno. Ricordiamo infatti che per Isole, Sud Italia e versante Tirrenico fino all'altezza di Livorno le stagioni piovose sono l'Autunno e l'Inverno, mentre l'Estate è la stagione secca; la Primavera vi compare invece come intermedia in termini di piovosità. 

E proprio Bassa Toscana, Sardegna, Ovest e Sud Umbria e soprattutto Lazio ed Alta Campania subiranno un netto peggioramento ad opera di una perturbazione Nord Atlantica che già oggi Venerdì arrecherà un primo deterioramento delle condizioni meteo con piogge sparse e qualche rovescio ma sarà nella notte tra Venerdì e Sabato e Sabato mattina che si avrà l'apice del maltempo con intensi temporali anche in forma di nubifragio, intense raffiche di vento e locali grandinate. Lungo le aree costiere non possono escludersi anche trombe marine o trombe d'aria vista l'energia in gioco. Tre le masse d'aria che si fronteggeranno: l'aria molto calda e secca sospinta dall'alta africana dal Nord del Sahara, quella calda ed umida in arrivo dal Tirreno e dal Mediterraneo Centro-Occidentale e quella fresca ed instabile in arrivo dal Nord Atlantico. Ne risulterà una miscela esplosiva con rischio di alluvioni lampo e nubifragi. 

Anche Roma risentirà della perturbazione; già oggi i cieli tenderanno a chiudersi con piogge intermittenti e qualche breve rovescio. Peggiora sensibilmente in serata con elevato rischio di temporali violenti in particolare nella notte tra Venerdì e Sabato ed anche nella prima parte della giornata di Sabato. A perturbazione conclusa il termometro lascerà sul campo 5-6 gradi di meno sia nelle minime che nelle massime in attesa di un ulteriore calo la prossima settimana.

Lungo termine: la prossima settimana il tempo sarà più fresco e gradevole ed anche secco e ventilato per correnti da Nord-Est.  I temporali si limiteranno all' Appennino centro-meridionale, la Sicilia, la Calabria e la Puglia più direttamente coinvolte dall'avvezione fresca Nord-Orientale. Verso metà mese l'Atlantico potrebbe poi inviare una nuova intensa depressione sul Mediterraneo Centrale, difatto chiudendo la stagione estiva anche se naturalmente belle giornate ci saranno anche tra Settembre ed Ottobre.

English Version. 

Summer in crisis in Italy and in the Western and Central Mediterranean Sea. The subtropical anticyclone tends to fall, leaving the free way at the storm systems from Atlantic Ocean.

Between Friday and Saturday a storm system will cause an intense worsening of the weather conditions especially in the central Regions with strong thunderstorms. The regions most affected by bad weather will be Lazio, South Tuscany, North Campania, South and West Umbria, South Marche, West Abruzzo. There will be rains also in Sardinia. Particularly at night between Friday and Sunday will be possible flooding downpours, flash flood, downburst, cloudburst during intense thunderstorms. Along Tyrrhenian coasts will be possible also isolated tornadoes and waterspouts. The temperature will decrease especially in the norhern and central Italy. The heat will resist until Sunday in the Sicily and South Italy. 

Between Sunday and Wednesday northern currents will arrive from Baltic Sector, inducing a strong decreasing of the temperature until 10-12 degrees especially in the Adriatic side, Alps and Apennines. The climate will became cooler everywhere and the heat wave will finish also in the Sicily and South Italy. The weather will became nice and sunny with cool temperatures in the next week with North-East winds in all Italy. 

By mid-month a new intense North Atlantic storm system could arrive in the Central Mediterrean Sea bringing a new phase of bad weather; the Autumn is on the way.










giovedì 23 luglio 2015

Fine Luglio: cede l'anticiclone subtropicale

Fine Luglio: cede l'anticiclone subtropicale. Graduale attenuazione dell'intensa ondata di calore, l'Atlantico "tende una mano al Mediterraneo".

Gran caldo ancora protagonista E' ormai dalla fine di Giugno che il caldo sta assediando la Nostra Penisola con continuità senza neppure una breve tregua. Non solo: l'ondata di caldo che dapprima si era concentrata sul Nord e la Sardegna si è estesa al resto della Penisola, penalizzando in particolar modo la Pianura Padana, la Puglia, la Sardegna ed il versante Tirrenico. Le temperature hanno diffusamente varcato la soglia dei 35°C, raggiungendo punte di di 37-39°C. Localmente è stata raggiunta anche la fatidica soglia dei 40°C. Allo stesso tempo le minime non sono scese sotto ai 20°C ed anzi in molti casi queste sono rimaste superiori ai 25°C.  A completare il quadro la ventilazione scarsa o nulla e l'elevato tasso di umidità che hanno accresciuto il senso di disagio aumentando la temperatura percepita.

L'alta pressione prova a resistere, ma l'Atlantico avanza. L'anticiclone saldo ormai da tre settimane circa sulle nostre Regioni inizia però a declinare. Le correnti atlantiche stanno guadagnando terreno sull'Europa Centrale ed anche sul Mediterraneo l'anticiclone inizia ad indebolirsi in quota. La presenza di deboli ma comunque presenti infiltrazioni di aria più fresca in quota ha agevolato la cumulogenesi pomeridiana sfociata poi in rovesci e temporali sia sulla dorsale appenninica che sulle Alpi. Temporali hanno riguardato anche le zone interne delle Isole. Non sono mancata grandinate e raffiche di vento vista l'energia in gioco. Nei prossimi giorni i temporali si faranno più intensi e diffusi colpendo le aree interne della Penisola, Alpi, Appennino e rilievi insulari. Crescerà però la possibilità di sconfinamenti sulle zone costiere specie nelle aree centrali del Paese. Il caldo persisterà; si perderà qualche grado ma aumenterà anche il tasso di umidità. La presenza di aria più fresca in quota accrescerà il rischio di grandinate e nubifragi a causa dell'enorme calore latente disponibile. 

Fine mese con temperature più accettabili. Da Sabato 25 Luglio inizierà una graduale diminuzione delle temperature a partire dai settori settentrionali dell'Italia. Dopo quasi un mese di correnti meridionali ecco che i venti vireranno da Ovest. Ponente e Maestrale inizieranno a soffiare sia pure in modo moderato sui bacini prospicienti L'Italia; l'Anticiclone Africano sarà costretto a ritirarsi verso Sud. Umidità e temperature gradualmente caleranno e con essa l'afa che lascerà spazio a giornate calde si ma senza eccessi. Non aspettiamoci un vero e proprio crollo del caldo e dell'Estate. Si tratterà di una contrazione delle temperature su livelli più in linea con le medie stagionali; la diminuzione tra l'altro si distribuirà su più giorni. Al Nord, sulle zone interne del Centro e sul Medio Adriatico il cambio sarà più incisivo con calo termico più brusco ed accentuato in particolare tra Domenica e Lunedì. Su queste aree non mancheranno temporali particolarmente violenti con rischio di nubifragi, intense grandinate, raffiche di vento ed anche possibili trombe d'aria vista l'enorme energia in gioco. Sul resto del Paese i temporali si concentreranno sulle aree appenniniche mentre sulle coste predominerà il Sole ed il passaggio da clima caldissimo ed afoso ad uno di tipo caldo moderato dovrebbe avvenire senza eccessivi "traumi". Gli ultimi giorni di Luglio vedranno l'Italia interessata dall'alta pressione delle Azzorre, mentre le correnti atlantiche, conquistata l'Europa Centrale, scorreranno appena a Nord delle Alpi dando luogo ad una maggiore attività temporalesca sulle Alpi. L'Estate dovrebbe poi scorrere sui binari della normalità anche se non si può escludere il ritorno del caldo africano nel corso di Agosto.


Aria più fresca verso l'Italia verso fine mese. Fonte: Meteociel.fr

English Version The long period of subtropical anticyclone caused very high temperature with maximum values often over 35°C with peak of 37-38°C. There have been some isolated locations that have reached the threshold of 40°C. The high temperatures combined with high level of moisture provocated sultry weather conditions in all the Regions. Po Valley, inland areas peninsular, Tyrrhenian side, Puglia and Sardinia are the zone most affected by this intense heat wave.

In this last day the anticyclone began to weaken allowing at the cool air to penetrate at up level triggering intense thunderstorms with flooding downpours, hail and intense wind gusts. In the next two days Appennino ed Alpes will be the zone with more thuderstorm activity, while starting form Saturday will arrive unsettled air masses from Atlantic with decreasing temperature and intense thunderstorms in the North Italy and inlands of central Regions. Particularly Veneto, Friuli, Romagna, Eastern Lombardy, Alpes and central and northern Appennine will risk cloudburts, large hail, downburst and isolated tornado. The higher risk will be between next Sunday and Monday. In the remaining part of the Country the weather will remain more stable, but the western winds will cause a decreasing of the temperature that will return within the seasonal average.

Last days of July will see the temperature to keep near to the seasonal averages. The Azzorre anticyclone will affect the weather of Italy early August with moderate warm weather conditions. 

mercoledì 24 giugno 2015

Luglio: intensissima ondata di calore sull'Italia?


Luglio: intensissima ondata di calore sull'Italia? Ancora qualche giorno con alcuni temporali e caldo abbastanza contenuto poi con l'inizio del nuovo mese l'alta pressione Nord Africana potrebbe irrompere sul Mediterraneo Centrale causando un' intensissima ondata di calore su tutta l'Italia con valori maggiori di 35°C.

Quadro attuale: L'alta pressione delle Azzorre si mantiene defilata con la parte più forte posizionata a Sud-Ovest della Penisola Iberica. In tal modo sull'Italia le correnti si mantengono Nord-occidentali, mantenendo il caldo su livelli discreti e lasciando al contempo spazio al passaggio di impulsi temporaleschi. Uno di questi, l'ultimo della serie, ha già raggiunto il Nord e si appresta ad attraversare l'Italia Centrale e in misura più attenuata il Sud con particolare riferimento alle zone interne. Al seguito il tempo andrà migliorando rapidamente grazie all'inserimento di correnti tese settentrionali e più secche. Tra Giovedì e Sabato si avranno giornate belle e soleggiate con temperature in aumento ma su valori sopportabili. Il tasso di umidità si manterrà su valori non alti grazie alla presenza di una certa ventilazione settentrionale che tra l'altro renderà piacevolmente fresche le serate e le nottate. Domenica infiltrazioni umide atlantiche interesseranno le Alpi centro-orientali e l'Appennino centro-meridionale con qualche rovescio pomeridiano. Per le correnti atlantiche sarà probabilmente l'ultimo successo per un po di tempo. Le temperature cominceranno ad aumentare in modo più deciso.

Infatti mentre l'Italia si troverà ancora sotto gli effetti delle piacevoli correnti atlantiche, le temperature già fisiologicamente elevate sul vicino Nord Africa, aumenteranno in modo ancora più deciso grazie alla risalita dell'alta pressione subtropicale e si dovrà volgere lo sguardo proprio a Sud e ad Ovest per capire quanto accadrà tra gli ultimi due giorni di Giugno e probabilmente per gran parte della prima settimana di Luglio.

Luglio, intensisissima ondata di calore: Dopo una prima fase governata dall'alta pressione delle Azzorre con caldo nella media stagionale, a partire dal week end un profondo vortice di bassa pressione ad Ovest delle Isole Britanniche piloterà masse d'aria fresche ed instabili fin sull'Atlantico Portoghese. Inevitabile la risposta dell aria calda, anzi caldissima, sul Mediterraneo Centro-Occidentale con l'alta pressione Nord Africana che a partire da Marocco ed Algeria procederà alla conquista di gran parte dell'Europa Meridionale, Italia compresa. In tal modo tra il 29 Giugno e probabilmente fin oltre la prima settimana di Luglio l'anticiclone Nord Africano dopo un paio di Estati in cui non si era mostrato particolarmente attivo si presenterà sulla scena estiva con particolare forza. Questa rimonta di alta pressione si avvarrà di valori piuttosto elevati di geopotenziali in quota grazie al sopraggiungere di masse d'aria caldissima. Tra il 1 ed il 4 Luglio a 1500 m l'isoterma +25°C potrebbe avvolgere le Isole, il Tirreno e gran parte del Centro-Sud. Simili valori in quota, se confermati, determinerebbero temperature al suolo ben maggiori di 35°C su gran parte del Nostro Paese e non sarebbero rare punte maggiori di 40°C. Tra l'altro le proiezioni di lunghissimo termine vedono una situazione bloccata con una potente depressione sul comparto britannico cui si contrapporrebbe un'altrettanto intensa alta pressione africana in sede mediterranea accompagnata da valori di caldo opprimenti. Tale situazione potrebbe persistere fin verso la fine della prima decade di Luglio con l'aggravante di trasformarsi da caldo secco ad umido con il trascorrere dei giorni. I prossimi aggiornamenti modellistici saranno decisivi per comprendere l'entità e la durata dell'onda di calore attesa per i prossimi giorni.

Alta pressione Nord Africana con caldo intensissimo ai primi di Luglio. Fonte: Meteociel.fr

English Version: At present the Italy and Central Mediterranean Sea is influenced by North-Western wind. A quick cold front is going through the Italy, causing thunderstorms and a reinforcment of wind. Today the temperature will decrease until 4-5°C for the thunderstorm passage.

Later between thursday and Saturday the weather will be nice with moderate warm weather conditions and windy weather. The air in the evenining and at night will remain cool for now. Maximum value will be included between 28 and 32°C, or rather in the seasonal average. Sunday the temperature will begin to increase, but weak infiltrations of oceanic air masses will cause some thunderstorms in the Alps and in the central and southern Appennino in the afternoon.

Starting from next Monday the subtropical high pressure will strengthen, extending from North Africa until Central Mediterranean Sea and Central-Eastern Europe. To the first days of July the temperature at 1500 meters above sea level will be arrive until 25°C in the Tyrrenian Sea, Sicily, Sardinia Central and Southern Regions. The heat wave will be very intense and even long, likely until well into the first decade of July. In many cities the maximum temperature could reach values higher of 35°C or even 40°C. This forecast will have to be confirmed in the next days by global weather model. However a very strong heat wave will be very likely for the first days of July.

 

 

venerdì 12 giugno 2015

Estate, offensiva Nord Atlantica a metà Giugno

Estate, offensiva Nord Atlantica a metà Giugno. Ondata di caldo fino a Domenica, poi correnti atlantiche all'attacco.

Caldo fino a metà mese, poi fresco dall'Atlantico.  In queste ore l'alta pressione Nord Africana si sta estendendo verso l'Italia, grazie al contemporaneo affondo di una depressione Nord Atlantica in corrispondenza della Penisola Iberica. Tale configurazione infatti induce una risposta dinamica dell'anticiclone subtropicale Nord Africano in direzione dell'Italia e del Mediterraneo Centrale. Il caldo raggiungerà il suo apice tra Venerdì e Domenica specie al Centro-Sud e sulle Isole con valori massimi superiori ai 30°C e fino a punte di 34-35°C. Non si escludono isolati picchi di 36°C. Il caldo sarà tra l'altro afoso.

Al Nord invece già da domani il tempo inizierà a peggiorare dal pomeriggio a partire dai settori occidentali a causa della graduale avanzata verso Est della depressione iberica. Qui si verificheranno violenti temporali con grandinate e raffiche di vento e locali nubifragi specie a ridosso delle Alpi. 

A partire da Domenica pomeriggio la depressione iberica, verrà agganciata dal flusso Nord Atlantico, aprendo un varco verso il Mediterraneo Centrale, determinando un netto peggioramento del tempo al Centro-Nord con piogge e temporali. I fenomeni più intensi riguarderanno il Nord Italia e le zone interne del Centro, ma l'aria fresca al seguito della perturbazione si propagherà a tutta l'Italia. Entro Mercoledì le temperature caleranno di oltre 5-6°C da Nord a Sud con massime sotto ai 30°C. Potrebbe essere l'inizio di una fase più fresca ed instabile per il Nostro Paese con ulteriori impulsi freschi ed instabili in arrivo dal Nord Atlantico. L'alta pressione e il gran caldo potrebbero restare fuori gioco fin verso la terza decade del mese. Prematuro invece stabilire ad oggi la collocazione delle precipitazioni. 


English version. At present the subtropical anticyclone is strengthening, extending from North Africa towards the Central Mediterranean Sea. In Italy the Central and Southern Regions will be affected mostly from this heat wave. The descent of cold air towards Spain and Portugal, will cause for answer the expansion of warm air masses from North Africa until to the Italy. 

North Italy will remain on the edge of the high pressure, so starting from afternoon of Friday the moist and unsettled currents from South West will cause strong thunderstorms with flooding downpours, hail, damaging winds especially in Piedmont, Alpes, Lombardy and Liguria. The phenomena will extend towards Veneto, Friuli and Trentino-Alto Adige. 

In the Central and Southern Regions, included Sicily and Sardinia, the weather will be sunny, warm and moist with sultry conditions. The maximum values will arrive until 34-35°C with isolated peaks of 36°C. 

Starting from Sunday evening Atlantic storm system will advance towards Italy, so cloudiness and rainfall will extend even to Central and Southern Regions (about the middle of next week) hitting especially the mainland and the Adriatic side with intense thunderstorms (it will be the high possibility of flash flood and large hail). But the main effect will be the decreasing of the temperature with maximum values under 30°C. The currents from West or North-West will cause a strong cooling in all country. For now it is too early to determine the location of expected rainfall next week. However, the heat should not come back until the third decade of June.



Metà della prossima settimana: dilagano le correnti d'aria fresca atlantica.
La mappa rappresenta le temperature attese a 1500 m il prossimo Mercoledì.
Fonte: Meteociel.fr

mercoledì 8 gennaio 2014

Alta pressione africana, ma l'Atlantico non starà a guardare

Alta pressione africana, ma l'Atlantico non starà a guardare. Fino a Sabato tempo stabile, ma da Domenica torneranno le perturbazioni atlantiche. Temperature in graduale calo a partire dalla prossima settimana.


Alta pressione africana, ma l'Atlantico non starà a guardare. Il frenetico susseguirsi dei fronti atlantici durante il periodo natalizio si è bloccato in corrispondenza dell'Epifania. Infatti terminato il passaggio perturbato dello scorso 5 Gennaio, la successiva saccatura atlantica anzi che seguire il percorso della precedente è rimasta in Atlantico muovendosi verso Sud al largo delle coste di Portogallo e Marocco. Ciò ha determinato per contro l'espansione di un promontorio anticiclonico di matrice Nord africana, alimentata dalla risalita verso Nord di masse d'aria in quota di origine subtropicale, verso l'Italia ed il Mediterraneo Centrale. In tal modo il tempo si è stabilizzato per qualche giorno.

Ancora una volta stabilità ed alta pressione non significano sempre tempo soleggiato in Inverno. Infatti a causa della scarsa ventilazione si ha un progressivo accumulo di umidità nei bassi strati che poi a causa del raffreddamento notturno che interviene in questo periodo dell'anno si traduce in nebbie e strati bassi nelle vallate interne e nella Pianura Padana. Nei prossimi giorni banchi di nebbia e strati bassi si presenteranno anche sul Medio-Alto Tirreno, sul Mar Ligure e sull'Alto Adriatico. Su Liguria e Tirreno centro-settentrionale ci saranno degli addensamenti anche di una certa consistenza a causa di deboli correnti da Sud-Ovest umide dovute ad infiltrazioni di masse d'aria oceaniche. Il Sud Italia, le Isole Maggiori, il Medio Adriatico e durante le ore centrali della giornata  un po' tutto il Centro-Sud vedranno un ampio soleggiamento accompagnato da temperature miti per il periodo. Al Sud e sulle Isole le massime potrebbero valicare i 17-18°C, mentre sul Centro Italia si attesteranno tra i 12 ed 15°C. In Pianura Padana la persistenza di strati bassi o nebbie determineranno invece condizioni di tempo freddo ed umido a causa del mancato o comunque limitato irraggiamento solare. 

Temperature miti per il periodo si osserveranno anche in quota sia sulle Alpi che sugli Appennini proprio a causa della matrice subtropicale calda dell'anticiclone che favorisce la risalita dalle latitudini subtropicali di masse d'aria molto miti in quota. Tale fattore accentua il rischio di valanghe sull'arco alpino dopo le recenti copiose nevicate, rendendo instabile la coltre nevosa.

Nei prossimi giorni, a parte un accentuazione delle nebbie al Nord e della copertura stratificata sul Medio-Alto Tirreno ed in Liguria, non ci saranno variazioni di rilievo. Il tempo sarà mite e stabile. Tuttavia l'alta pressione Nord Africana non avrà lunga durata. Già da Domenica 12 Gennaio un calo della pressione a tutte le quote indotto dal passaggio di una moderata perturbazione atlantica determinerà un peggioramento del tempo più attivo al Settentrione, sulla Sardegna e sul versante tirrenico dove i cieli diverranno coperti con piogge sparse, a tratti abbastanza battenti su Alta Toscana e Levante Ligure. Sul resto d'Italia resisterà il bel tempo ma le nubi aumenteranno preannunciando un più esteso e deciso peggioramento che tra il 13 ed il 14 del mese coinvolgerà gran parte dell'Italia con piogge, rovesci, nevicate in montagna ed un graduale calo delle temperature. Crescono inoltre le possibilità che il resto della seconda decade di Gennaio e probabilmente in generale la seconda metà mensile siano caratterizzate da tempo spesso instabile, a tratti perturbato ed anche via via più freddo per l'intervento di masse d'aria di natura Nord Atlantica e forse Artica.

Proprio il fatto che sia giunto l'anticiclone Nord Africano potrebbe essere un segnale che il freddo possa arrivare nelle prossime settimane in Europa e forse anche in Italia. Potrebbe sembrare un controsenso, ma in realtà l'espansione dell'anticiclone subtropicale sulle Nostre Regioni indica che la differenza di temperature tra le latitudini artiche e quelle tropicali e subtropicali abbia raggiunto livelli tali da dare il via agli scambi meridiani. Infatti la risalita dell'alta pressione Nord Africana sull'Italia e sull'Europa Centrale causerà ad Est per reazione la discesa di masse d'aria artica verso la Scandinavia, la Russia Europea e buona parte dell'Europa Orientale, settori anche questi reduci da una lunga fase mite per la stagione in corso.

Nel frattempo le depressioni atlantiche si avvarranno di crescenti contributi di aria più fredda proveniente dal Canada e dalla Groenlandia. Non è infine escluso che le ciclogenesi attese dopo il 15 Gennaio sul Mediterraneo Centrale possano provocare interazione tra masse d'aria atlantiche moderatamente fredde con altre di natura ben più gelida continentale (che nel frattempo si svilupperanno nei prossimi giorni sull'Est Europa e la Russia Occidentale) ed altre ancora molto più miti di estrazione afro-mediterranea. Ne scaturirebbe una fase di tempo molto perturbato su tutta l'Italia con nevicate a quote molto basse al Nord, medio basse al Centro-Sud ed abbondanti piogge lungo le coste. Si tratta per il momento di possibili tendenze di lungo termine, ma certamente a breve l'Inverno mostrerà un volto più dinamico e consono al periodo. 

Domenica 12 Gennaio, prima moderato peggioramento dopo l'alta pressione
subtropicale  Fonte: Meteociel.fr



martedì 31 dicembre 2013

Il 2014 inizia con l'Atlantico

Il 2014 esordisce con l'Atlantico; il grande freddo resta per ora lontano ma non mancheranno piogge e nevicate in montagna. 


2014, esordio d'anno all'insegna dell'Atlantico: Finita la lunga fase anticiclonica che salvo brevi pause ha caratterizzato gran parte di Dicembre (ad eccezione di quest'ultima settimana natalizia), la parola è passata alle perturbazioni Nord Atlantiche che sia pure a fasi alterne stanno imponendo a gran parte dell'Italia una maggiore dinamicità con pause soleggiate alternate a passaggi perturbati più o meno intensi ma comunque in grado di dispensare piogge e nevicate anche abbondanti, ma solo in quota. 

Certamente l'attuale fase ha caratteristiche più autunnali che invernali; tuttavia occorre anche ricordare che sebbene il freddo al momento stia davvero mancando, nelle aree a clima mediterraneo come il Nostro Paese, i periodi di freddo intenso non sono frequenti e spesso sono di durata limitata anche se naturalmente si sono osservate annate contrassegnate da ondate di gelo e neve rilevanti anche sulle Nostre Regioni. Il clima mediterraneo è infatti caratterizzato da Estati calde ed asciutte ed Inverni non troppo freddi ma instabili e piovosi. In Italia le Isole Maggiori, il Centro-Sud e quasi tutto il settore tirrenico presentano proprio questo tipo di clima.

Detto ciò effettivamente finora le temperature osservate sono comunque sopra alle medie stagionali anche per latitudini dal clima mite come le nostre. Nei prossimi giorni il 2014 esordirà al'insegna delle correnti atlantiche che manterranno il tempo altalenante e complessivamente mite. Infatti, passata l'ultima perturbazione dell'anno, già con oggi 31 Dicembre il tempo migliorerà al Centro-Nord, mentre nubi e piogge si attarderanno al Sud e sulla Sicilia. Con il passare delle ore le schiarite si diffonderanno anche al Sud. La notte di San Silvestro sarà quasi ovunque asciutta; unica eccezione le estreme Regioni meridionali dove saranno ancora probabili delle residue piogge.Capodanno sarà una giornata abbastanza buona, ma già dal pomeriggio nuove nubi invaderanno i cieli della Sardegna e del Nord-Ovest preannunciando l'arrivo di una nuova perturbazione. Tra la sera e la nottata le piogge raggiungeranno il Nord Italia, la Sardegna ed il Medio Tirreno. Nel corso del 2 Gennaio il maltempo si propagherà al resto del Centro-Sud, ma con fenomenologia più intensa sul lato tirrenico, sulle Isole e sulle zone ioniche. Il 3 sarà una giornata di tregua con nubi alternate a schiarite e fenomeni scarsi su gran parte dell'Italia, poi il 4 Gennaio una nuova e più intensa depressione si avvicinerà da Nord-Ovest apportando un deciso peggioramento del tempo con piogge e temporali che da Piemonte, Liguria e Sardegna si espanderanno al Centro-Nord ed a tutto il Tirreno entro la serata. I venti si rafforzeranno disponendosi da Sud-Ovest (Libeccio) e causando un'intensificazione del moto ondoso. Il 5 Gennaio, Vigilia dell'Epifania il tempo sarà perturbato specie al Nord-Est ed al Centro-Sud. In tale occasione parte dell'aria fredda Nord-Atlantica riuscirà a penetrare sul Mediterraneo Centrale causando un abbassamento delle temperature che si riporteranno su valori prossimi alle medie stagionali. Ad oggi sembra che comunque questo irrigidimento delle temperature avrà carattere temporaneo. Tra il 6 ed il 7 Gennaio il tempo dovrebbe infatti migliorare per poi peggiorare nuovamente intorno all' 8-9 Gennaio sotto l'incalzare dell'ennesima perturbazione atlantica la quale però farà nuovamente affluire correnti umide e temperate dai quadranti meridionali. 

Insomma l'Inverno dal punto di vista pluviometrico  si presenterà dinamico, un po' meno dal lato termico. Del resto il motivo di questa lunga fase mite sta proprio nella forza delle depressioni Nord Atlantiche; il forte gradiente barico tra Nord Europa e Nord Atlantico da una parte e le Isole Azzorre e la fascia subtropicale dall'altro (dove sono attestati gli anticicloni) genera un flusso continuo di correnti umide e temperate da Ovest verso Est. Tali correnti trasportano perturbazioni ma anche masse d'aria miti dall'oceano fino alla Russia. In tal modo le masse d'aria gelide che nella stagione invernale si formano nelle zone a clima continentale restano confinate molto più ad Est degli Urali e non possono espandersi all'Europa e tanto meno nelle aree mediterranee. 

Per le ondate di freddo sul Mediterraneo sono necessari due fattori. La formazione di un anticiclone termico ossia generato dal peso stesso delle masse d'aria molto fredde e quindi più dense sul comparto russo-scandinavo e lo sviluppo di un blocco anticiclonico in pieno Atlantico. Infatti l'alta pressione delle Azzorre, che spesso in Estate si estende orizzontalmente sul Mediterraneo apportando bel tempo e caldo, gioca invece un importante ruolo in Inverno quando, mantenendosi lontana dall'Europa, tende a disporsi lungo i meridiani elevandosi dalle Azzorre fino alla Groenlandia in pieno Atlantico. In tal modo le miti correnti occidentali vengono bloccate e le masse d'aria fredda provenienti direttamente dall'Artico discendono verso Sud interessando anche l'Italia. Se poi sul Mediterraneo Centrale si riesce ad isolare un vortice depressionario questo può richiamare a se anche l'aria artica continentale gelida che staziona sull'Europa Orientale quando sulla Russia è presente l'anticiclone siberiano.

Tale configurazione però nei prossimi giorni non è attesa. Almeno per quasi tutta la prima decade di Gennaio le correnti atlantiche seguiteranno a spingere perturbazioni in serie alternate a brevi pause anticicloniche della durata non superiore ad 1-2 giorni. Un moderato raffreddamento interverrà a ridosso dell'Epifania, ma si tratterà come già detto di una flessione termica temporanea. Ad ogni modo nel corso dei prossimi 10 giorni sulla Siberia tenderà a svilupparsi un primo abbozzo di anticiclone russo-siberiano anche se per ora in posizione molto orientale. Tuttavia ciò aumenterà nella seconda metà di Gennaio la probabilità di scambi meridiani e quindi di irruzioni artiche anche sull'Europa. Intanto apprestiamoci a vivere questa fase di altri 7-10 giorni dominata dall'Atlantico.

Depressione intensa prevista per il 5 Gennaio sull'Italia con intenso maltempo.
Fonte: Meteociel.fr

mercoledì 11 dicembre 2013

Inverno in affanno: l'alta pressione fa la voce grossa, mettendo a tacere ogni iniziativa perturbata

Alta pressione dominatrice incontrastata di vaste aree dell'Europa centro-meridionale, ma dopo metà mese l'Atlantico tenterà di prendere l'iniziativa.


Inverno in grossa difficoltà. Novembre aveva dato la sensazione di una partenza in quinta della stagione invernale con  quattro irruzioni artiche che tra la seconda e la terza decade mensile avevano via via spinto le nostre Regioni, verso atmosfere progressivamente più invernali. Con l'esordio di Dicembre ed a pochi giorni dal Solstizio d'Inverno ecco che la marcia della stagione fredda si è arrestata con lo sviluppo di un vasto anticiclone dalla caratteristiche prettamente "estive". 

L'anticiclone in questione è infatti di natura subtropicale, ben strutturato a tutte le quote ed alimentato dalla risalita di aria calda e stabile in quota dalle latitudini sahariane. Se fosse stata Estate ci saremmo trovati alle prese con una consistente ondata di calore. Essendo Inverno alta pressione vuol dire comunque stabilità, ma che non si traduce necessariamente e sempre in condizioni di bel tempo soleggiato. Infatti l'accumulo dell'umidità nei bassi strati, unitamente alla lunghezza delle nottate, comporta un consistente raffreddamento notturno che va poi a favorire lo sviluppo di nebbie, foschie e stratificazioni basse.
  
Alta pressione tra Sole, nebbie, inversioni termiche e qualche gelata. Come appena spiegato l'escursione termica, ascrivibile alla lunghezza delle nottate, favorirà la comparsa di nebbie, foschie e nubi basse. La Pianura Padana ed in genere le vallate interne del Centro-Nord (ma in modo più locale anche del Sud) saranno interessate da estese formazioni nebbiose che spesso saranno in grado di resistere anche durante le ore più calde della giornata. Ciò farà si che nonostante l'alta pressione sia a carattere caldo, laddove persisteranno le nebbie, le temperature massime si manterranno basse, spesso di pochi gradi sopra allo 0°C. Viceversa, laddove splenderà il Sole come sui rilievi alpini e prealpini e su gran parte del Centro-Sud, le temperature diurne saranno quasi primaverili con massime comprese al livello del mare tra i 13 ed i 16°C con  qualche punta di 17-18°C al Sud e sulle Isole. In quota le temperature miti metteranno a dura prova la neve caduta nei giorni scorsi sia sulle Alpi che sugli Appennini.
Prossimi giorni. Nei prossimi giorni l'alta pressione seguiterà a tenere lontane sia le perturbazioni atlantiche che quelle artiche. Con l'ulteriore aumento dell'umidità nei bassi strati, il fenomeno delle nebbie si intensificherà. Già da domani o dopodomani banchi di nebbia e nubi basse tenderanno a coinvolgere anche il Medio Tirreno sia pure in modo meno persistente e più localizzato rispetto alle vallate interne ed alla Pianura Padana. Le grandi perturbazioni atlantiche resteranno confinate in pieno oceano, costrette ad aggirare l'immensa struttura di alta pressione, interessando il Nord Europa. D'altra parte le correnti artico-russe interesseranno i settori più orientali dell'Europa arrivando a coinvolgere il Mar Nero, la Turchia, parte della Grecia e del Mediterraneo orientale, ma tenendosi ben lontane dall'Italia. 

Ad oggi inquadrare drastici mutamenti appare precoce in quanto non sembrano esserci grandi segnali; l'alta pressione tenderà un pò ad indebolirsi, inducendo un generale aumento della copertura nuvolosa, soprattutto stratificazioni basse, nel corso del week end ed all'inizio della prossima settimana (ma senza fenomeni degni di nota) con un regime di prevalente stabilità. Un cambiamento più sensibile potrebbe verificarsi (ma siamo nel lungo termine con tutte le cautele del caso) intorno al 19-20 Dicembre con qualche pioggia dovuta all'inserimento di una modesta perturbazione atlantica, quanto basta però per mettere in discussione il predominio assoluto dell'alta pressione. Non sarebbe ancora il KO definitivo all'anticiclone che probabilmente arriverebbe subito dopo Natale con una netta ripresa delle perturbazioni atlantiche in espansione al Mediterraneo. Ma come detto si tratta per il momento di proiezioni di lungo termine. Vedremo....

Alta pressione Africana protagonista in pieno Dicembre!!! Fonte: Meteociel.fr

venerdì 30 novembre 2012

L'Inverno bussa alle porte del Mediterraneo

L'Inverno avanza; il freddo bussa alle porte dell'Italia e del Mediterraneo. Presto i primi impulsi freddi artici mireranno alla conquista delle Nostre Regioni.


Instabilità e temperature più basse: In queste ultime ore il maltempo ha fatto la voce grossa su gran parte dell'Italia. In particolare sono state le Regioni Tirreniche ed il settore Alpino le aree più interessate dai maggiori fenomeni anche se un po' tutta la Penisola ha avuto la sua razione di precipitazioni. Nelle ultime 24 ore le correnti di Scirocco sono state sostituite da quelle di Libeccio o di Ponente e le temperature hanno iniziato a diminuire anche al Centro-Sud e sulle Isole. Il vortice depressionario attivo sulla Penisola seguiterà a richiamare  masse d'aria fredda verso il Mediterraneo in ingresso dalla Valle del Rodano. Nei prossimi giorni il tempo rimarrà instabile e le temperature tenderanno ad irrigidirsi. Ancora una volta le piogge colpiranno maggiormente i settori di Ponente con particolare riferimento alle Isole ed al Medio-Basso Tirreno; a tratti le precipitazioni coinvolgeranno anche il Nord-Est e le Isole, mentre altrove avranno carattere più locale. L'abbassamento delle temperature causerà la comparsa della neve fin sui 1000-1300 metri in Appennino ed a quote collinari sul settore Alpino. Il clima si farà più invernale ma non ci sarà una vera e propria ondata di freddo nelle prossime 48 ore. Ma sarà con Domenica che le condizioni sterzeranno più decisamente verso l'Inverno...

Prime irruzioni artiche: Tra Domenica e Lunedì l'alta pressione delle Azzorre tenderà ad espandersi verso l'Irlanda innescando per contro una discesa d'aria artica che, dopo aver percorso la Francia, si getterà dalla Valle del Rodano sul Mediterraneo causando un ulteriore abbassamento della temperatura a causa dell'instaurarsi di correnti di Maestrale o Tramontana sulla Penisola. Nord-Est, Regioni centrali e Basso Tirreno saranno coinvolti da piogge e rovesci mentre la quota neve tenderà a portarsi dai 1000-1300 metri fin sui 300-600 m nella notte tra Domenica e Lunedì proprio a causa del sopraggiungere delle masse d'aria artica. Fiocchi bianchi fino a 100-200 m potrebbero verificarsi sul Basso Veneto e sulla Romagna. Lunedì l'instabilità si concentrerà sul Medio Adriatico ed al Sud, mentre altrove si apriranno ampie schiarite con clima più frizzante e asciutto. Al Nord arriveranno le prime gelate in Pianura. Martedì si prospetterà un nuovo peggioramento al Centro ed al Nord-Est per l'attivazione di correnti di Libeccio le quali anticiperanno la discesa di un secondo nucleo di aria fredda artica la quale indurrà poi una decisa fase di maltempo al Centro-Sud e sulle Isole nella giornata di Mercoledì. Le temperature risaliranno di qualche grado Martedì per poi tornare a calare dal pomeriggio di Mercoledì complice l'incalzare delle correnti fredde da Nord. Un terzo nucleo di aria artica, stavolta di estrazione artico continentale, potrebbe arrivare verso l'8 Dicembre penetrando sul Mediterraneo da Nord-Est ovvero dalla porta della Bora. In tale occasione potrebbe verificarsi un raffreddamento ancora più consistente e si potrebbe parlare della prima ondata di freddo della stagione invernale 2012-2013. Insomma l'Inverno è on the way!

Aria gelida avanzerà dalla Russia verso la Scandinavia e l'Europa Centro-Orientale nel corso della
prossima settimana. Anche il Mediterraneo e l'Italia risentiranno del freddo.
Modello GFS, Run ore 18 del 29 Novembre Temperature ad 850 hPa (circa 1500 m)
attese per le ore 1:00 locale del 7 Dicembre 2012. Fonte: meteociel.fr 


Emiliano Sassolini


giovedì 29 novembre 2012

Maltempo: tornado a Taranto

Il forte maltempo ha dato luogo ad un tornado in Puglia a Taranto, colpendo l'Ilva



Fenomeni violenti: L'attuale fase di maltempo si sta dimostrando particolarmente violenta in quanto sulle Nostre Regioni si è verificato lo scontro diretto tra le masse d'aria calde afro-mediterranee e quelle più fredde di estrazione artica in ingresso dalla Valle del Rodano. Le temperature ancora elevate per il periodo dei mari circostanti la Penisola dopo un Estate molto calda ed un Autunno mite hanno fatto il resto; gli accesi contrasti termici hanno infatti permesso la genesi di temporali a supercella che hanno dispensato grandinate, nubifragi, raffiche di vento e tornado. I fenomeni più intensi si sono verificati al Sud con Taranto che è stata colpita da un tornado stile Midwest Americano. I venti hanno probabilmente oltrepassato i 200 Km/h in quanto nelle aree dove il vortice è passato sono state rovesciate automobili e perfino un pulman; danni ingenti si sono verificati anche nello stabilimento industriale dell'Ilva, aggravando la situazione già nota. I feriti sono quasi una quarantina mentre una persona risulta dispersa. Il maltempo ha comunque sferzato gran parte del Paese con grandinate e piogge copiose su Sicilia, Regioni Tirreniche e settore alpino. Nei prossimi giorni il tempo rimarrà instabile, con temperature in diminuzione e quota neve in calo specie al Centro-Nord.


Tornado colpisce Taranto nella zona dell'Ilva.
Immagine tratta dal sito: http://libcom.org